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Tintilia: il vino autoctono molisano conquista il mondo

29 ottobre, 2014 • Mangia e bevi

Il Molise: terra di sapori unici, antichi, eccellenti. In un articolo di questa primavera vi abbiamo parlato dei 5 vini molisani premiati al Vinitaly 2014 e questa volta vogliamo soffermarci su quello che è il vino molisano autoctono per eccellenza: la Tintilia.

La storia di questo vino rosso risale agli anni del regno Borbonico infatti, secondo studi sul DNA e fonti documentarie scoperte di recente grazie alle ricerche condotte dall‘Università degli Studi del Molise, il vitigno originale della Tintilia risale circa alla metà del ‘700. Fonti che ne confermano anche la denominazione: Tintilia (in alcuni scritti del 1800 viene chiamata Tintiglia), dallo spagnolo “Tinto”, che vuol dire, appunto, rosso.

Nonostante la sua veneranda età, storicamente parlando, questo pregiato vino molisano è stato messo da parte intorno agli anni ‘60, quando i coltivatori locali si spostarono in zone pianeggianti, preferendo la quantità alla qualità. Da allora la coltivazione di Tintilia andò man mano diminuendo, fino a scomparire del tutto.

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Foto di Donato di Tommaso – Tintilia Cantine d’Uva

 

Solo negli ultimi 15 anni la Tintilia è stata riportata alla luce, grazie ad alcuni viticoltori che hanno scommesso ed investito nella ricerca e nella qualità, e che alla fine hanno vinto, visto che la Tintilia oggi è riconosciuta come unico vino interamente autoctono, riscuotendo successo nei maggiori eventi enologici internazionali.

Inoltre la Tintilia è stata oggetto di recensioni da parte de Il Sole 24 Ore, che la definisce “vitigno simbolo della crescita dei vini molisani”, ma anche su Gambero Rosso, che proprio questa settimana ha inserito il vino molisano nella rubrica “Viaggio tra i vitigni autoctoni”. Senza dimenticare i numerosi sommelier che ne decantano le qualità in giro per il mondo.

Ma perché la Tintilia è l’unico vino autoctono molisano?

Il Molise è una regione piccola e ai suoi confini si trovano regioni con cui condivide molte delle caratteristiche territoriali e climatiche. Molti dei vini DOC molisani prevedono parti di uve provenienti proprio da queste regioni, nonostante la denominazione di origine assegnata.

Per quanto riguarda la Tintilia invece, la produzione è permessa solo in Molise, con uve rigorosamente provenienti da vitigni che necessitano di canoni di coltivazione ferrei, come la resa, l’altezza di coltivazione, che non deve superare i 200m s.l.m. e la distanza tra i ceppi. Le bacche nere danno quindi vita ad un vino molto carico di colore, un vino rustico, ma che conserva comunque un eleganza, determinata dal leggero retrogusto di liquirizia.

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Foto di Donato di Tommaso

 

La Denominazione di Origine Controllata “Tintilia” è nata nel 2008, e le tipologie riconosciute sono 3: Molise Tintilia, Molise Tintilia Riserva e Molise Tintilia Frizzante. L’iscrizione al Registro delle Varietà di Vite invece è avvenuta solo nel 2012, quando la Tintilia è stata finalmente riconosciuta come vitigno autoctono della regione Molise, lasciandosi alle spalle la vecchia definizione, che la vedeva legata al Bovale grande, un vitigno di origine sarda.

Dove trovare le Tintilia? Tra i maggiori produttori in Molise vi sono: la Cantina Angelo D’Uva, l’azienda Catabbo, Cantine Cipressi, la Cantina Di Majo Norante, l’Azienda Agricola Salvatore Pasquale e l’Azienda Agricola Cianfagna.

Non vi resta che assaggiare questa delizia tutta molisana, abbinandola magari ad alcuni piatti tipici della tradizione, creando un accostamento unico ricco di storia e sapore. ;)

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