Molisiamo

Il Molise che non ti aspetti

L’Uomo Cervo di Rocchetta al Volturno nel carnevale molisano

7 febbraio, 2014 • Eventi specialiTradizioni locali

Con l’arrivo del carnevale si ripresentano in Molise tutta una serie di appuntamenti divertenti e particolari. Tradizioni molto antiche che resistono nel corso degli anni e che offrono in questi giorni di festa, ottimi spunti per trascorrere momenti piacevoli in compagnia. Vi abbiamo già parlato ad esempio della suggestiva maschera del diavolo tipica di Tufara, la colorata sfilata dei carri che si snoda tra le strade di Larino o la divertente Pezza de Casce di Vinchiaturo.

Questa volta invece vogliamo parlarvi di un’altra tradizione antichissima, ovvero il rito dell’Uomo Cervo che si tiene ogni anno, l’ultima domenica di carnevale, a Castelnuovo al Volturno, frazione di Rocchetta al Volturno in provincia di Isernia.

Gl’ Cierv nel carnevale di Castelnuovo al Volturno

Chi non ha mai assistito a questo importante e famoso appuntamento del carnevale molisano deve sapere che nella bella piazza del paese, incorniciata dai maestosi monti della catena delle Mainarde, la folla si riunisce al tramonto per assistere ad uno spettacolo unico. Le prime ad apparire, prendendo parte ad una danza angosciante che lascia presagire l’imminente arrivo di un evento sconvolgente, sono le streghe, le Janare.

Ornate da vesti orribili e maschere terrificanti, questi personaggi frutto della superstizione e della magia nera, fanno il loro ingresso circondando un grande falò al suono delle percussioni. Ad annunciare il loro arrivo è il Maone, un personaggio oscuro rivestito di pelli di capra, che agita un bastone ed indossa una maschera dalle lunghe chiome fluttuanti.

uomo-cervo-carnevale-molise

Foto di www.francescoraffaele.com

 

In quest’atmosfera surreale e di certo inquietante, tra il suono delle zampogne, ecco risuonare il grido continuo che recita: “Gl’ Cierv! Gl’ Cierv!” che lascia intuire l’imminente arrivo dell’Uomo Cervo, simbolo dell’intera pantomima. Ha le mani e il volto dipinti di nero, indossa pesanti e fitte pelli di capra, ed un copricapo di pelle nera dal quale spuntano grosse corna da cervo.

Un animale feroce che si dimena e rotola spaventando la folla, tra lo scampanellio delle campane appese in vita e al petto, e le urla malefiche. Al suo fianco appare la Cerva, più piccola ma non meno feroce e spaventosa. A questo punto entra in scena un folletto salvatore, il pulcinella molisano che risponde al nome di Martino, vestito di bianco con un cappello a cono ed un ampio mantello.

Con il volto truccato e ai piedi le tradizionali calzature dei contadini (le ciocie o zampitt’) Martino brandisce una fune e un bastone, con i quali affronta le due bestie feroci senza riuscire a combatterle. Sarà il personaggio del Cacciatore, armato del suo fucile ad uccidere il Cervo e la Cerva. Il tutto si conclude con un vero e proprio soffio di magia, attraverso il quale il cacciatore restituisce la vita alle due bestie, simboleggiando una nuova e purificata vita.

Pensate che l’origine di questa antica tradizione resta ancora oggi oscura. Essa rappresenta da sempre un miscuglio di magia e religione, che affascina i presenti e i tantissimi curiosi che giungono in zona per ammirarla. Entra in scena tutto quello che da sempre sconvolge l’animo umano e il significato primordiale del carnevale, accompagnato da una tipica scena di caccia. Pensate che ne ha parlato persino la trasmissione Geo&Geo su Rai3, ecco il video.

Tanti significati uniti tra loro che rendono questa rappresentazione una delle più belle ed antiche di tutto il carnevale molisano. Se volete ammirarla con i vostri occhi non dovete fare altro che raggiungere la piazza di Castelnuovo al Volturno, già nel pomeriggio, e godervi questo spettacolo suggestivo, l’ultima domenica di carnevale. Ci siete mai stati?

 

Tags: , , , , , , , , , , , ,