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Le tavole di San Giuseppe tra le tradizioni religiose del Molise

6 marzo, 2015 • Tradizioni locali

Avete mai sentito parlare delle tavole di San Giuseppe? Si tratta di una tradizione religiosa e popolare molto diffusa in tutto il Molise, oltre che nel Sud Italia e in diverse regioni europee, caratterizzata dalla preparazione di ben tredici pietanze, servite ai commensali il giorno del 19 marzo, data in cui la Chiesa Cattolica ha deciso di ricordare il Santo.

La festa in onore di San Giuseppe in Molise

Si tratta indubbiamente di una tradizione molisana che affonda le sue radici in tempi antichissimi, se pensiamo che i primi a celebrare San Giuseppe furono addirittura i monaci benedettini nel 1030. Fino al 1977 questo giorno era considerato festivo, come lo è ancora in alcuni cantoni della Svizzera e in alcune province della Spagna, mentre in Italia da quell’anno in poi, fu designato come giorno feriale.

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Foto tratta da termoli.tv

 

San Giuseppe, sposo di Maria e padre di Gesù, era un uomo giusto, umile ed ubbidiente, e nel giorno della sua festa si cerca di sottolineare e riaffermare questi importanti valori, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, attraverso la realizzazione delle famose tavolate che, anticamente, venivano allestite nelle case delle famiglie miracolate dal Santo e messe a disposizione dei più poveri, che in questo modo potevano rifocillarsi.

Le tavole di San Giuseppe

La preparazione delle tavole di San Giuseppe avviene in moltissimi comuni del Molise e secondo modalità che sono pressoché identiche, se non per qualche variazione nelle pietanze che vengono servite. Il giorno della vigilia e dell’antivigilia, ovvero il 18 e il 17 marzo, le famiglie sono tutte molto indaffarate nella preparazione dei tredici piatti poveri che diventeranno i protagonisti della tavolata.

L’elemento che di certo accomuna tutte le tavolate molisane, è la presenza di un quadro o una statua raffigurante il Santo, immancabile durante questo importante giorno di celebrazione. Altarini vengono posizionati anche lungo i vicoli e, dopo le funzioni religiose, e la consueta processione che di solito si effettua nella tarda mattinata del 19 marzo, ci si siede attorno alla tavolata per mangiare e pregare San Giuseppe.

L’usanza vuole che vengano scelte le persone che dovranno interpretare la Sacra Famiglia, e quindi un uomo anziano sposato, una donna ed un bambino, mentre in alcuni paesi è tipico invitare dodici uomini che rappresentino gli apostoli. Anche i forestieri di semplice passaggio sono invitati alla tavolata, dal momento che a nessuno viene rifiutato un posto in questo giorno di festa. Ma quali sono queste tredici pietanze?

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Foto tratta da www.primapaginamolise.it

 

C’è da dire che ogni paese ha i suoi piatti tipici e in alcuni casi le pietanze arrivano anche a diciannove. Si tratta sostanzialmente di tredici piatti magri, come antipasto di alici e sottaceti, spaghetti con la mollica o con il tonno, riso bollito nel latte, baccalà arracanato e a insalata, polpette di magro, lenticchie, piselli, peperoni ripieni, cavolfiori o broccoli lessi, i deliziosi calzoni di San Giuseppe, tipici di Riccia , e molto altro ancora.

Il pranzo si protrae lungo tutto il pomeriggio e in diversi paesi vengono accesi magici falò durante la serata, attorno ai quali gli abitanti del posto si riuniscono per cantare e pregare, bevendo vino. Senza dimenticare la preparazione del pane, altro elemento che accomuna i festeggiamenti in onore di San Giuseppe in tutto il Molise. Pane che spesso viene poi distribuito ad amici, parenti e persone bisognose.

Le tavole di San Giuseppe rappresentano una delle tradizioni molisane più amate e sentite, alla quale non rinunciano paesi come Riccia, Castellino del Biferno, San Martino in Pensilis, Casacalenda, Larino, Bonefro e tanti altri comuni molisani. Una buona idea per farsi invitare a pranzo (tanto nessuno può dire di no :D ) e scoprire uno degli aspetti più profondi e affascinanti della nostra cultura, non trovate?

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