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Le eccellenze del Molise e la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone

18 febbraio, 2014 • Tra mare e montagnaTradizioni locali

Artigianato in Molise vuol dire qualità, esperienza ed eccellenza, ma ci sono delle realtà che vanno oltre l’eccellenza, realtà uniche al mondo. La Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone ad esempio, è considerata la più antica fonderia di campane al mondo, oltre ad essere al secondo posto nella classifica delle più antiche imprese mondiali ancora in esercizio. Infatti, proprio nel museo della fonderia, dedicato a Giovanni Paolo II, è conservata una campana risalente al 1339: circa due quintali di bronzo fuso, modellato con maestria da Nicodemo Marinelli. Ma pensate che la fondazione dell’impresa risale addirittura all’anno 1000.

La peculiarità della fonderia agnonese è proprio il continuare a produrre campane come nel 1339, un lavoro manuale, fatto di precisione ed esperienza, che permette di creare campane uniche e perfette. L’unica sopravvissuta tra le dinastie di numerosi fonditori di campane della zona, un’arte tramandata ininterrottamente di generazione in generazione, tra guerre, incendi, momenti difficili e grandi soddisfazioni.

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Foto tratta da www.primonumero.it

 

Campane da oltre 1000 anni

Il processo di creazione è rimasto invariato rispetto a quello originario. Il primo passaggio consiste nel creare una struttura in mattoni, chiamata “anima”, che funge da supporto durante tutta la lavorazione, mentre una sagoma di legno aiuta nella modellazione. In un secondo momento la struttura di mattoni viene ricoperta di argilla, modellata anch’essa con un strumento sagomato in legno, tramite un movimento circolare attorno alla campana.

Segue poi la parte creativa della lavorazione. La campana infatti deve essere fregiata con disegni, frasi, molte volte con la firma papale. Questo processo avviene lavorando dei rilievi in creta, di cui poi viene fatto il calco negativo con il gesso, e un positivo in cera. La struttura della campana ricoperta di argilla a questo punto viene cosparsa di cera e lo strato che si verrà a formare darà la forma alla campana. Vengono poi applicati i positivi in cera e una volta sistemato il tutto, si comincia con un nuovo strato di argilla, che va a coprire la struttura fino a formare un “mantello”.

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Fratelli Marinelli – Foto tratta da www.campanemarinelli.com

 

Attraverso un’apertura lasciata sulla parte superiore della campana, si versa poi la brace che trasformerà la struttura in un forno, facendo sciogliere la cera. A questo punto il mantello verrà rimosso delicatamente ed avrà impressi sulle pareti tutti i fregi in negativo. Uno strato intermedio di argilla, quello su cui poggiava la cera, verrà distrutto, in modo da lasciare solo l’anima della campana. Mantello e anima saranno sovrapposti di nuovo, e il tutto sarà sepolto in una base del pavimento dove, attraverso dei canali, avverrà la colata del bronzo che riempirà lo spazio tra il mantello e l’anima.

Il bronzo è una lega composta da rame e stagno, ma nel caso delle campane viene utilizzata una miscela che prevede una porzione di stagno maggiore rispetto alla norma, in modo da rendere la campana rigida, in grado quindi di vibrare e produrre il suono. La fusione avviene a circa 1200° e la colata è indubbiamente il momento più emozionante e importante di tutto il processo. A questo punto infatti, accompagnati dalla benedizione sacra, la campana prenderà forma definitiva, soggetta poi ad un lavoro di rifinitura e di verifica tonale con il diapason.

L’incredibile storia della Pontificia Fonderia Marinelli

Nei 1000 anni di storia, le campane prodotte dai Marinelli, sono state migliaia, dai singoli elementi ai concerti di campane, passando attraverso le commemorative o semplici campane da tavolo e souvenir, opere di vera arte distribuite in tutto il mondo. Uno degli eventi più significativi che le vede protagoniste è sicuramente quello del 1924, quando Papa Pio XI concedere alla fonderia il privilegio di utilizzare lo stemma pontificio.

Altro evento storico quello della visita di Giovanni Paolo II, nel 1995, che ha portato alla commissione presso la pontificia fonderia della Campana “Giovannea” del Giubileo nel 2000. Degna di nota anche la decisione dell’Unesco di includere la Pontificia Fonderia Marinelli tra i siti definiti “Patrimonio dell’Umanità”.

Le campane di Agnone sono diffuse in tutta Italia, e se ne trovano molte anche in Europa e nel Mondo, come quelle della Cattedrale di Buenos Aires, o la campana donata per commemorare il piccolo Nicholas Green, ucciso in Calabria mentre era in vacanza con i suoi genitori nel 1994, posizionata su uno scoglio della costa californiana. Molteplici sono inoltre le opere letterarie dedicate alla storia della fonderia, molte di queste prodotte proprio dai Marinelli. Inoltre la fonderia produce anche busti in bronzo e portali artistici, come quello montato sulla facciata del Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso.

Sono tantissime le persone che si recano alla fonderia di Agnone, in Via Felice d’Onofrio, per ammirare le incredibili lavorazioni che al suo interno prendono forma e se anche voi volete togliervi questa curiosità, potete chiamare al numero 0865 78235, oppure prendere parte ad una delle numerose visite guidate presso il Museo storico della Campana Giovanni Paolo II, attiguo alla fonderia. Il museo è aperto tutti i giorni in 2 orari: alle 12 e alle 16. Inoltre per il mese di agosto il Museo apre anche alle 11 e alle 17.

Al suo interno potrete respirare il fascino millenario della tradizione, oltre ad ammirare opere monumentali di incredibile valore e manifattura. Pensate che queste suggestive sale hanno fatto anche da location per videoclip musicali per il gruppo dei Riserva Moac e il progetto Campana et sonus delle Percussioni Ketoniche. Voi ci siete mai stati?

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