Molisiamo

Il Molise che non ti aspetti

La pesca dell’anguilla nel torrente Saccione

10 settembre, 2012 • Tradizioni locali

Il Molise è una terra colma di tradizioni. Molte di queste sono scomparse nel corso degli anni, altre hanno cambiato i propri tratti distintivi adeguandosi ai tempi moderni ed altre ancora sono rinate in usanze e rappresentazioni del tutto nuove.

Ogni centro del Molise tuttavia, conserva gran parte di queste tradizioni e, se da un lato molte di queste non vengono più onorate dalla popolazione locale, dall’altro se ne conserva vivo nella memoria il ricordo indelebile.

LA TRADIZIONALE PESCA DELL’ANGUILLA A URURI

E’ quello che accade ad esempio ad Ururi, nella provincia di Campobasso. Un piccolo comune nel quale, diversi anni fa, i giovani del posto prendevano parte alla cosiddetta pesca nel fiatone, ovvero una pesca dell’anguilla, un po’ improvvisata (e non esattamente autorizzata) all’interno del torrente Saccione, che nasce nella zona compresa tra Montelongo e Montorio.

I ragazzi di Ururi si dirigevano in gruppo verso la periferia del paese e una volta raggiunto il torrente, si fermavano in un particolare punto detto appunto fiatone, poiché soggetto ad un rigonfiamento.

Con dei sassi provvedevano poi a creare una sorta di diga artificiale, rallentando il corso del torrente e permettendo la formazione di una fossa. A questo punto i ragazzi più esperti si immergevano a mani nude per pescare le anguille, lanciando i frutti di questa particolare pesca oltre l’ansa del torrente, dove erano rimasti altri ragazzi con il compito di recuperarli.

Il fatto che la pesca dell’anguilla potesse avvenire liberamente e senza troppe difficoltà, spiega la nascita di una vera e propria tradizione culinaria in questo paese. Qui infatti, esse rappresentano un piatto regolarmente consumato durante tutto l’anno, e non solo a Natale, come invece accade nel resto della regione. Una pesca divertente e anche pericolosa, ammonita dalle autorità, dal momento che rovistando alla cieca nella pozza, il rischio di incappare in una biscia non era poi così remoto.

Nel corso degli anni questa tradizione è andata man mano spegnendosi, accompagnata anche dai naturali cambiamenti idrogeologici della zona.

Ma siamo sicuri che essa rappresenti tutt’ora uno dei ricordi più spensierati ed avventurosi di moltissimi ururesi e non solo.

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