Molisiamo

Il Molise che non ti aspetti

In Molise è tempo di fare la salsa

27 agosto, 2012 • Mangia e beviTradizioni locali

L’estate è quasi terminata e proprio in questo periodo dell’anno le famiglie molisane si apprestano a realizzare in casa la salsa di pomodoro, da custodire nelle dispense come riserva per l’inverno.

Si tratta di una tradizione molto radicata in questa regione, alla quale in passato si dedicavano praticamente tutti, dal momento che non si aveva la possibilità di acquistare la salsa già pronta al supermercato.

FARE LA SALSA DI POMODORO IN CASA

Non è soltanto un semplice lavoro domestico, ma un vero e proprio momento di incontro per tutta la famiglia, il quartiere o il paese. Grossi cucchiai di legno, pentoloni di rame, barattoli vuoti, grandi bacinelle azzurre, basilico profumato e il rosso vivo dei pomodori più maturi, sono solo alcuni degli ingredienti necessari per raggiungere il risultato finale.

Nei miei ricordi di bambina ci si riuniva tutti in campagna, in compagnia dei nonni che dirigevano i lavori, data la decennale esperienza, seguiti da genitori, zii, cugini e amici.

Per i bambini era sempre una festa, perché ci si poteva sporcare liberamente le mani e i vestiti, senza scatenare l’ira delle mamme, giocare con l’acqua e i pomodori, bagnarsi e stare all’aria aperta per tutto il giorno. Una vera pacchia insomma.

Per i più grandi la questione era decisamente diversa, poiché di lavoro da fare ce n’era tanto ed ognuno nel suo piccolo aiutava come poteva, svolgendo un preciso compito.

C’era chi lavava i pomodori, chi li affettava, chi li macinava con la macchina a manovella, chi cuoceva il pomodoro in un grosso pentolone di rame (dal quale i più piccoli dovevano stare assolutamente lontani) e chi infine provvedeva poi ad imbottigliarlo.

Anche chi viveva in appartamento poteva fare la salsa in casa, riunendo praticamente tutto il quartiere o quasi. Ognuno portava ciò che riteneva più utile e le donne di casa provvedevano, ad ora di pranzo, a rifocillare un po’ tutti, magari con la classica pizza bianca farcita di mortadella o con una fetta di pane e pomodoro.

Delle giornate divertenti, anche se un po’ faticose, alle quali ancora oggi ci si dedica, seppur non come una volta, soprattutto nei centri più piccoli e nelle case di campagna.

Per quanto mi riguarda, si tratta indubbiamente di uno dei ricordi più dolci e belli che si possano custodire.

 

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