Molisiamo

Il Molise che non ti aspetti

Il Giorno delle Ceneri e la Quaresima nella tradizione del Molise

4 marzo, 2014 • Tradizioni locali

Quando termina il periodo del Carnevale, caratterizzato da grandi tavolate ed appuntamenti festosi con la tradizione molisana, si lascia il posto al Giorno delle Ceneri e all’inizio della Quaresima, animati da uno spirito totalmente differente.

Pensate che in tutto il Molise, il Giorno delle Ceneri o Mercoledì delle Ceneri, si traeva auspicio dall’ultima persona che in chiesa, durante la funzione, si faceva cospargere il capo di cenere. Se si trattava di una signora anziana, l’annata sarebbe stata povera, mentre se si trattava di una giovane, l’annata sarebbe stata ricca.

In questo giorno, inizio del periodo di Quaresima, era usanza diffusa in tutto il Molise appendere una Pupattola di stoffa alla finestra, la quale aveva delle cipolle o delle patate al posto dei piedi, e sette penne nere di gallina conficcate al loro interno, ognuna delle quali rappresentava una settimana di quaresima. Una ad una venivano poi staccate via ogni domenica.

giorno-delle-ceneri

Se il Carnevale era caratterizzato da ogni sorta di prelibatezza, il periodo di Quaresima lasciava il posto a menù molto semplici e poveri, che per i contadini molisani erano la normalità durante tutto l’anno. I piatti giornalieri erano rappresentati soprattutto da verdure di campo, legumi, baccalà, acciughe e pizza di granturco, mentre la carne era un lusso riservato solo ai giorni di festa, e comunque non si trattava quasi mai di carne bovina.

Ma vediamo più nel dettaglio come questo periodo veniva vissuto e rappresentato nei vari centri molisani. A Pietrabbondante il Giorno delle Ceneri girava per il paese una maschera raffigurante una vecchia brutta e sdentata, vestita di un abito nero e con una collana fatta di pezzi di baccalà, frutta secca e sarde. In modo da rappresentare la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima di digiuno e penitenza.

Ad Agnone invece era usanza appendere al soffitto una bambola di stoffa chiamata Pupazza o Quarantana, con i piedi di patata conficcati da sette penne. Ogni settimana se ne toglieva una e a metà Quaresima la bambola veniva tagliata a metà. A San Giuliano del Sannio il Giorno delle Ceneri si appendeva la Pupa, anche questa vecchia e sdentata, che recava sotto le ascelle una conocchia (strumento che abbinato al fuso serve per la filatura), un fuso tra le mani e le tradizionali sette penne nei piedi di cipolla.

quarantana-santa-croce

Immagine tratta da www.santacroceonline.com

 

Anche a Santa Croce di Magliano si confezionava una pupa di stoffa e la prima domenica dopo il Carnevale si usava “rompere la pignatta” e quindi anche il digiuno quaresimale. La pignatta era una pentolaccia di terracotta che veniva appesa al soffitto e poi rotta da una persona bendata, riversando il suo contenuto fatto di dolci e cibarie. Spesso per fare uno scherzo la si riempiva di acqua e cenere!

A Oratino infine, il primo martedì di metà Quaresima si tiene una rappresentazione a carattere burlesco tipica del mondo contadino e diffusa anche in altre zone d’Italia, ovvero “Sega la vecchia”. Una tradizione che si ripete nel centro molisano da oltre cento anni e che vede degli attori improvvisati interpretare il personaggio della Vecchia, che simboleggia la Quaresima ed ha una gobba finta, e il personaggio del Segatore che provvederà a segare via la gobba.

Alcune delle più antiche tradizioni molisane che in molti paesi della regione ancora resistono in tutte le loro affascinanti caratteristiche. E voi ne conoscete altre tipiche del Giorno delle Ceneri o del periodo di Quaresima?

Tags: , , , , , ,