Molisiamo

Il Molise che non ti aspetti

Gli incappucciati nella processione del Venerdì Santo a Isernia

2 aprile, 2014 • Tradizioni locali

In quasi tutti i centri del Sud Italia, la Settimana Santa è accompagnata da numerose celebrazioni, come i sepolcri, le processioni e le veglie. Il Molise non è da meno e non mancano le rappresentazioni della Passione, con la rievocazione degli avvenimenti che portarono Gesù dall’ultima cena alla Crocefissione e, infine, alla Resurrezione.

Abbiamo già parlato della processione del Venerdì Santo che si tiene ogni anno a Campobasso. Un evento atteso da molti e che che vede di volta in volta la partecipazione numerosissima della popolazione locale e limitrofa in attesa, lungo i marciapiedi del centro, del lungo coro maestoso ed emozionante che segue il corteo per le strade della città. Rendendo questo evento a dir poco emozionante per tutti, credenti e non.

La processione del venerdì Santo a Isernia

Campobasso non è l’unica ad organizzare in questa giornata particolare una processione estremamente toccante e suggestiva. Anche nell’altro capoluogo di provincia, Isernia, il rito del Venerdì Santo ha del particolare, e viene seguito con devozione da migliaia di fedeli ogni anno.

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Foto di Angelo Lubrano

 

La processione del Venerdì Santo ad Isernia si contraddistingue per la presenza degli “Incappucciati”, penitenti delle varie Confraternite della città. Sono chiamati così per il cappuccio che gli copre il volto e che in questo modo garantisce l’anonimato al rito della penitenza. Hanno delle lunghe tuniche bianche e sul cappuccio una corona di spine.

L’unico segno di riconoscimento è la mozzetta, ovvero una mantellina che va sulla tunica, e che ha un colore diverso per ogni Confraternita. Il compito degli incappucciati è quello di trasportare sulle spalle i simboli della Passione del Cristo: i busti dell’Ecce Homo, le croci Calvario e le croci della Via Crucis.

Altra curiosità sono i preparativi: le anziane della città hanno infatti il compito di preparare le due statue di gesso che rappresentano la Madonna Addolorata e il Cristo Morto. Con cura ed esperienza adornano la statua del Cristo con i fiori, mentre a quella della Madonna viene messo un abito nero ricamato col filo dorato.

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Foto di Angelo Lubrano

 

Sulla statua del Cristo sono visibili le ferite, mentre la statua della Madonna ha il cuore trafitto da sette spade, che rappresentano i sette peccati capitali. La processione attraversa tutta la città, con addobbi floreali e fiaccole per le strade, oltre che sui balconi preparati per l’occasione dagli isernini.

La numerosa presenza di fedeli, degli incappucciati e i canti intonati durante la processione, le conferiscono un’atmosfera commovente, unica. E ovviamente vi consigliamo di vederla, se non ne avete mai avuto l’occasione, si tratta di un rituale tipico del nostro Molise, carico di significato ed emozione.

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