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Festa di Halloween a Carovilli: ricordo di un’antica tradizione

26 ottobre, 2012 • Tradizioni locali

Oggi la chiamiamo comunemente festa di Halloween, riferendoci alle celebrazioni che cadono nella notte tra il 31 ottobre e il 1 di novembre e che prevedono maschere di streghe, zombie, vampiri e mostri di ogni genere, oltre al famoso “dolcetto o scherzetto” e alla pratica di intagliare nelle zucche dei volti spaventosi. Tutto questo ha origini celtiche antichissime ed ha portato nel corso degli anni, alla nascita di tutta una serie di simboli ed artefatti, con la complicità soprattutto della letteratura gotica ed horror.

Per quanto tutto questo sia interessante, non ho affatto intenzione di stare qui a dirvi di come la festa di Halloween sia nata e cambiata nel corso degli anni. Voglio piuttosto parlarvi di come si festeggiava la notte di Ognissanti in Molise e più precisamente a Carovilli, fino a non molto tempo fa.

Foto di Andrea di Girolamo

 

Io personalmente non conoscevo questa bella tradizione e devo ringraziare Salvatore Testa per avermi raccontato qualcosa a riguardo.

LA FESTA DI HALLOWEEN A CAROVILLI

In Molise la festa di Halloween, celebrata nella notte tra il 1 e il 2 novembre, era dedicata alla commemorazione dei defunti. Nel caratteristico centro di Carovilli ogni famiglia provvedeva ad organizzare una particolare cena, da condividere con amici e parenti, chiamata “r cummit”.

Piatto principale della serata erano le cosiddette “sagne e jierv” ovvero delle particolari tagliatelle bianche condite con la verza. Il piatto veniva consumato in compagnia, insieme ad altre pietanze, ed alcune porzioni di questa specialità venivano lasciate fuori dalle porte e dalle finestre, a disposizione delle anime dei defunti che sarebbero venute a far visita.

tagliatelle con la verza

Anche qui c’era l’usanza di intagliare le zucche a forma di volto umano, inserendo al loro interno delle candele e realizzare così la famosa “mort cazzuta”. Questo appellativo originale ha suscitato la mia curiosità e contrariamente a quanto si possa pensare, non ha niente a che fare con l’anatomia umana (l’avete pensato anche voi, dite la verità).

A spiegarmelo è stato Avio di Frangia, autore di un interessante libro sul dialetto di Carovilli che uscirà a breve, il quale mi ha detto che il termine “cazzuta” deriva a sua volta dalla parola “caz” che in lingua punico-fenicia significa appunto tagliare (stessa origine per il verbo inglese to cut). Questa pratica di intagliare le zucche è purtroppo caduta in disuso in favore delle tipiche usanze americane.

La festa di Halloween a Carovilli era molto importante per la popolazione locale, ed attualmente viene ancora realizzata, seppur con qualche variazione. Le tagliatelle con la verza restano una garanzia, essendo un piatto tipico di Carovilli, cucinato spesso nel periodo autunnale ed invernale e facilmente reperibile nelle trattorie e nei ristoranti locali. C’è ancora qualcuno inoltre, che nella notte di festa ne lascia qualche porzione fuori dalla porta (per la gioia dei cani e dei gatti).

Spero di aver riportato le caratteristiche di questa bella tradizione nel migliore dei modi e di avervi fatto conoscere una consuetudine molisana che, almeno a me, era del tutto sconosciuta.

Anche nel vostro paese ci sono usanze simili o tradizioni poco conosciute? Perché non seguite l’esempio di Salvatore Testa e ci raccontate anche voi qualcosa di tipico del vostro paese?

Potremo poi condividere i vostri ricordi con gli altri lettori di Molisiamo e mantenere sempre vive delle usanze delle quali troppo raramente si parla. Usate la sezione contattaci del blog e raccontateci qualcosa, ci conto!

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