Molisiamo

Il Molise che non ti aspetti

A Campobasso per visitare il prezioso Museo Sannitico

Con questo articolo vogliamo portarvi nel cuore del più antico museo del Molise: il Museo Sannitico di Campobasso che, a differenza del Museo di Baranello di cui vi abbiamo già parlato, si presenta come un museo all’avanguardia per gli allestimenti e i percorsi tematici nuovi di zecca. Infatti, il museo è in fase di riallestimento e a dicembre 2013 è stata aperta al pubblico la sezione romana che si trova al primo piano dell’elegantissimo Palazzo Mazzarotta (XVI sec.) in via Chiarizia 12, nel cuore del centro storico della città.

Il Museo Sannitico ha una storia molto complessa e, per certi aspetti, emblematica delle vicissitudini storiche e sociali della nostra piccola Regione. Nato da alcune delle menti più illuminate e illustri della città, il Consigliere Sipio e l’Avv. Pasquale Albino, non senza polemiche e scaramucce personali, fu inaugurato il 24 settembre 1882, insieme al primo nucleo della Biblioteca Provinciale che costituiva, inizialmente, parte integrante del museo, con un fondo di circa 600 volumi, donato da Pasquale Albino.

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Foto di Alessandra Capocefalo

 

Bisognava creare, nello spirito sincero e appassionato del patriottismo post-unitario, secondo le stesse parole del Consigliere Emilio Caracciolo…un museo sannitico, che accogliesse le testimonianze molteplici della storia regionale e le reliquie dell’antica civiltà dei Pentri e dei Frentani, antagonisti di Roma”.

Cinque anni dopo la sua istituzione, il Consiglio Provinciale chiamò l’archeologo Antonio Sogliano a riordinare i materiali del museo; ispettore degli scavi di Pompei, fu il primo in assoluto ad occuparsi della sistemazione e del restauro di una casa pompeiana, la Casa dei Vetti. Il catalogo, edito a Napoli nel 1889 da Sogliano, è ancora oggi l’unica testimonianza, minuziosa e dettagliata, della collezione ottocentesca che, nella sua veste originaria, raccoglieva 1886 oggetti antichi, raggruppati tipologicamente in 15 sezioni.

Come spesso accade, in periodi di crisi storica e sociale, il museo fu presto dimenticato e la collezione fu spostata dalle belle sale del palazzo della Prefettura, dove era stata collocata, nei seminterrati della stessa sede e, successivamente (nei primi decenni del XX secolo), in altri locali dove, tuttavia, si arricchì di preziosissimi materiali provenienti dai più disparati contesti regionali. Purtroppo, nel corso dell’ultimo conflitto bellico, la maggior parte del materiale fu trafugato e della collezione catalogata dal Sogliano restano soltanto 560 pezzi.

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Foto di Alessandra Capocefalo

 

Finalmente, negli anni Settanta, la neonata Soprintendenza Archeologica del Molise, di concerto con la Provincia, cominciò ad occuparsi del restauro e della catalogazione dei materiali superstiti e di quelli che via via si andavano aggiungendo, ormai completamente separati dalla Biblioteca Provinciale. E così, Il 27 gennaio 1995, dopo oltre un ventennio, nacque il Nuovo Museo Provinciale Sannitico, ospitato a Palazzo Mazzarotta, sede che fu già sua dal 1916 al 1932.

Una storia affascinante che vede, in questi ultimi anni, una sua nuova fase. Infatti, il nuovo allestimento, che comprende attualmente, quattro delle cinque sezioni tematiche previste (I sezione: Lungo le rotte adriatiche; II sezione: La via dell’ambra; III sezione: Gentes fortissimae italiae; IV sezione: Dai Sanniti ai Romani; V sezione: I cavalieri avari), raccoglie le più belle e preziose testimonianze preromane e romane della Regione, confluite, nell’attuale allestimento, a seguito di scoperte fortuite o di scavi promossi dalla Soprintendenza e dalle Università.

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Foto di Alessandra Capocefalo

 

Il “nuovissimo” Museo Sannitico, dunque, è un museo concepito per illustrare, com’era nelle intenzioni dei primi fondatori, il ruolo strategico della nostra Regione e delle civiltà che via via l’hanno abitata. Rimarrete stupiti e affascinati dalle splendide testimonianze materiali della nostra Storia più antica e vi stupirete di esserci entrati attraverso il maestoso portale in pietra di via Chiarizia 12 e non attraverso l’ingresso di qualche più famoso museo archeologico nazionale.

Da non perdere i tesoretti monetali in argento provenienti da S. Martino in Pensilis e Tufara, gli ori provenienti dal santuario di S. Pietro dei Cantoni a Sepino e, davvero straordinario, il sandalo di legno di un bambino vissuto a Larino 2000 anni fa. Non vi resta che visitare il Museo (Tel. 0874 412265), aperto al pubblico tutti i giorni dalle 8:30 alle 14:30 e dalle 15:00 alle 17:30, con ingresso libero e gratuito per tutti, che aspettate? ;)

 

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